Progetti

Arancy ha aperto. Il marchio è sceso in strada.

Il 6 ottobre il format di arancini ha ufficializzato l'apertura del negozio. Il lettering che avevamo disegnato per reggere sull'insegna come sul cartoccio, adesso deve farlo davvero.

Il marchio Arancy su un vassoio di arancini

Il 6 ottobre Arancy ha ufficializzato l'apertura del negozio. Per chi disegna marchi è un giorno particolare: è quello in cui il lavoro smette di essere un file e diventa una cosa che le persone guardano mentre camminano.

Un marchio approvato non è un marchio provato

Un logo lo si approva da seduti, su uno schermo, ingrandito al punto giusto. Poi finisce su un'insegna, e viene letto in piedi, di sera, da qualcuno che sta attraversando la strada e non sa ancora cosa venda quel negozio. Sono due prove diverse, e solo la seconda conta davvero.

Per Arancy il lettering è nato con quel vincolo già davanti: forme morbide che richiamano la sagoma del prodotto, abbastanza solide da reggere su un'insegna e abbastanza semplici da sopravvivere stampate su un cartoccio. Un marchio che funziona in una sola delle due situazioni è un marchio a metà.

Il grande si disegna partendo dal piccolo

La tentazione è progettare in grande e poi rimpicciolire. Funziona raramente: i dettagli che sembrano eleganti a tutto schermo spariscono o si impastano quando il marchio è alto due centimetri su un sacchetto. Conviene il contrario — disegnare per la dimensione più ostile e poi ingrandire. Se regge dove c'è meno spazio, reggerà ovunque.

L'apertura non è la fine

Un'identità non finisce il giorno in cui si accende l'insegna: comincia. Il menu, le fotografie, il cartello scritto a mano quando finisce qualcosa, il modo in cui il negozio si racconta sui social. Tutto quello che viene dopo o rafforza il marchio o lo annacqua, e succede ogni giorno, non una volta sola.

Ad Arancy, buona apertura.

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